venerdì 6 dicembre 2013

La condizione italiana

La condizione politica italiana è piuttosto curiosa ed unica, nel suo genere.. Un imprenditore diventato molto ricco, ad un certo punto s’è costruito un partito privato, in cui comanda solo lui. A ben guardare. Forse lo costituì quando, braccato da una serie crescente di grossi problemi legali inerenti alle sue attività economiche, gli venne in mente che la legge, quella che protegge il parlamentare, lo avrebbe schermato dai guai. Ma ad oggi, dopo quasi vent’anni dalla sua “discesa in campo” (come la chiama lui), si ritrova, nonostante i grossi sforzi compiuti, nei guai come prima, e più di prima. Il partito sedicente antagonista al partito privato di centro-destra, ad un certo punto ha iniziato a perseguire sottilmente una strana politica, strisciante, d’ispirazione neo-liberista, si sarebbe detto anni fa. Oggi si chiama chiaramente globalizzazione. Una politica che anni prima nessuno gli avrebbe mai potuto realisticamente attribuire, visti i pregressi. E i capi di questo partito, chi più chi meno, sembrano essere sulla stessa linea dei cd. “poteri forti” – quelli delle banche e del grande capitale trans-nazionale, per intenderci – circa le misure adotatte e quelle da adottare per affrontare i problemi del paese. Il terzo partito, costituito in tempi recenti da un attore comico di fama, ha raccolto il malcontento di parte degli italiani svenati e disillusi dalla politica e dal malaffare nostrano, giace ora in parlamento in qualità di minoranza rumorosa (ed impotente). Posto a cui, con ogni probabilità, era già predestinato, sì da veicolare il malcontento di cui sopra in qualche vicolo cieco, probabilmente. Non per caso. Ed il bello è che, in tutto questo “teatrino” raccontato nella sua sgarbata superficialità quotidiana dai mass-media – i quali omettono sistematicamente e con grande professionalità tutti i perchè, la citazione e spiegazione delle leggi approvate – gli italiani se la dormono beati, mentre giacciono brontolanti in una delle tante fazioni da bar soggiacenti, create ad arte dal solito divide et impera. Un paese curioso ed unico.

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