martedì 13 novembre 2012

Perchè segar via le nuove crescite economiche


Proviamo per un attimo a considerare le cose dal punto di vista del nemico, semplificando un po'. Proviamo a ragionare come può darsi che stiano ragionando (già da molti anni) gli oligarchi-plutocrati del superstato in fieri, che alcuni stanno intravedendo affermarsi dietro le quinte della storia fittizia raccontata dai mass-media ( con voluta assenza di tutti i perchè).A partire dal secondo dopoguerra del secolo scorso, il benessere, la tecnologia ed il livello di istruzione raggiunti (in breve, tutto un sistema), a seguito della avvenuta pacificazione mondiale, hanno permesso in numerosi paesi, lontani gli uni dagli altri, il lento affermarsi di modelli economici che hanno poi portato con sé, nei decenni successivi, una crescita economica ed un relativo ampliamento della popolazione mai raggiunto in precedenza sul pianeta.Non soffermiamoci su quale sia stato il modello economico soggiacente a queste crescite, cioè se neokeynesiano, neoliberista, post-socialista o un mix dei tre.Ai fini del presente discorso non è rilevante, come vedremo.Fatto sta che, ad oggi, non solo la popolazione del pieneta ha superato la vetta record di sette miliardi di persone, ma una certa percentuale, diciamo istruita, di questa popolazione, è stata pure messa a conoscenza delle tecniche e degli strumenti che potrebbero potenzialmente condurla ad attuare ulteriore, esponenziale crescita economica (e dunque demografica) in altre aree del pianeta ancora “vuote”. O ad un intensificarsi ulteriore dello sviluppo in aree già mature.In altre parole, avendo studiato, un certo numero di giovani potranno creare nuove imprese che porteranno nuove disponibilità economiche diffuse, una correlativa crescita della domanda di beni e servizi, e così via, in prossimi “cicli virtuosi” che condurranno a nuovo sviluppo.A questo punto voglio aggiungere un ulteriore elemento a quanto detto sinora e lo voglio portare, non tanto per colpire il lettore, ma per provare ad indurlo a farsi qualche domanda in più e a non accettare le solite balle ventilate, tra cui ci metto al primissimo posto la mai dimostrata (né dimostrabile) ipotesi del riscaldamento globale causato dal co2, immesso in atmosfera dalle industrie e dalle automobili.L'elemento è questo: avreste mai pensato che, a dispetto di quanto ci viene raccontato, in realtà siamo soltanto all'inizio della fase vera (intensiva) dello sfruttamento delle risorse naturali rimaste?Mettiamola così: le risorse facili da prendere sono state forse già tutte prese, ma quelle meno facili e le difficili sono ancora tutte lì!Vedete ancora come me montagne verdi all'orizzonte? Laghi? Mare?Bè, quelle potrebbero essere le prossime risorse accaparrabili da nuove, ulteriori, ondate di sviluppo economico in arrivo.Ora spostiamo il focus per un attimo sulla moneta.In Europa, per esempio, nessuno stato è più padrone della sua moneta.Oramai, da oltre dieci anni or sono.Riflettiamoci su un attimo: cosa comporta il fatto che si sia padroni, in casa propria, della moneta, cioè della banca centrale?Che – seppure con tutte le dovute cautele inflazionistiche e di politica monetaria – si potrebbero tollerare ampi deficit di bilancio, così come ci sono stati per anni in Italia.Basti vedere infatti il Giappone per averne conferma: si tratta di uno dei paesi col debito pubblico più alto, ma dato che è “proprietario in casa sua” della sua moneta – e inoltre di buona parte del suo debito emesso -  non ha agenti di un alcun ente sovranazionale che gli viene a fare i conti in tasca e gli rompe i marroni, per questo!Questo tipo di “sistema di moneta libera” o pubblica, “vecchio stampo” in un certo senso, farebbe in qualche modo il gioco delle prossime crescite economiche a venire: più moneta, più domanda, più offerta.Ma l'ordine degli addendi sappiamo bene a questo punto che potrebbe non essere necessariamente solo questo.Ed il tutto, tirando la lineetta, alla fine delle somme del PIL generato, finirebbe per impattare ovviamente sull'ammontare del totale delle risorse naturali del pianeta adoperate.Parte di queste sono inesauribili, è vero, ma dinanzi ad ulteriori crescite esponenziali delle nuove economie, potrebbero tendere a diventare anch'esse esauribili.Se non si attende che il mare rigeneri il pesce, con un periodo di sosta nell'attività di pesca, nella rete non ci sarà più niente.Se non si lascia la terra a maggese, come si faceva più estesamente un tempo, essa non darà buoni frutti.Cosa fare dunque, dal punto di vista del tecnocrate, incaricato dagli oligarchi, dinanzi ad una prospettiva del genere?1) Indurre delle crisi ambientali, economiche, sociali, ecc.che rallentino lo sviluppo libero. Per esempio.2) Passare di mano il potere economico ai superstati globali accentratori – con leggi e decreti, politiche e manovre - che, nel lungo termine, saprebbero calmierare la piccola e media impresa (quando non farla avvizzire del tutto, come sta accadendo in Italia) , vera fonte di sviluppo economico incontrollabile. Per esempio.3) E tutto questo in una cornice di controllo climatico, mediatico e per giunta dei cervelli, crescente! Per finire in bellezza..Qualche tecnocrate ci vuol dire “fuochino”?..